Eravamo tutti lì
seduti sul muretto
occhi azzurri
e gambe penzoloni
sbucciate sul ginocchio.
Le nostre non erano parole
ma urla di gioia
perse nell'aria
e facevano breccia
come tiri di fionda
in un cielo senza ombre
e non pioveva mai.
Ancora oggi
con gambe penzolanti
e occhi neri
guardo il cielo
incupito dal mio passo
imbrattato da me stesso
mentre cerco la scia delle pietre
lanciate in un giorno qualunque
con un tiro di fionda.
seduti sul muretto
occhi azzurri
e gambe penzoloni
sbucciate sul ginocchio.
Le nostre non erano parole
ma urla di gioia
perse nell'aria
e facevano breccia
come tiri di fionda
in un cielo senza ombre
e non pioveva mai.
Ancora oggi
con gambe penzolanti
e occhi neri
guardo il cielo
incupito dal mio passo
imbrattato da me stesso
mentre cerco la scia delle pietre
lanciate in un giorno qualunque
con un tiro di fionda.

Commenti
Bello scorcio ,una parte di passato che sopravvive e che cambia prospettiva nel passare del tempo.
PIaciuta , complimenti Demetrio
Forse non si vedono più le scie ma le emozioni vissute trovano sempre un posto privilegiato nel cuore e vi rimangono condizionando ogni passo del nostro percorso nel bene e ne male
Versi molto belli mi è piaciuta molto questa poesia