Risuonava ingorda la dinamite

in un cratere nuovo

che forse era diventato un bel covo

per le mani ferite.

 

Cantavano le gole rinsecchite

in gole a Castelnuovo

come un bambino caduto in un rovo

che poi incolpa l'estate.

 

A mezzogiorno brillava il carbone

sulle facce africane

rivolte al cielo con poca ambizione;

 

che lasciavano quelle fronti anziane

se l'astuta illusione

spariva al rintocco delle campane?

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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