Risuonava ingorda la dinamite
in un cratere nuovo
che forse era diventato un bel covo
per le mani ferite.
Cantavano le gole rinsecchite
in gole a Castelnuovo
come un bambino caduto in un rovo
che poi incolpa l'estate.
A mezzogiorno brillava il carbone
sulle facce africane
rivolte al cielo con poca ambizione;
che lasciavano quelle fronti anziane
se l'astuta illusione
spariva al rintocco delle campane?
