Ah sì, era quello lo sguardo che mi aspettavo,
mentre mi immaginavo di non potercela fare,
mentre gli aghi di pino e i pistilli della lavanda
mi fissavano ignari della radice del mio male
e tu mi pettinavi i capelli, e il cane tremava.
Di già immerso nell’aria secca di fine settembre,
ero l’uomo aureo chinato a dispensare un bacio,
ero l’affetto che precede e segue l’amore vero.
E tu, ultimo residuo di un mondo ancora terreno,
tu eri lo spazio che avevo riempito col silenzio.
Per te sarei anche pronto a dissolvere in brina,
perché l'inverno è alle porte e la natura è stanca.
Ma chissà se realmente fonderemo assieme,
e se dal freddo imbuto di un gelsomino giallo
cadremo su questa terra che sembra cenere,
ancora stretti in un'unica goccia d'acqua:
noi, come due vecchie molecole di idrogeno,
e il nostro amore, come particella d'ossigeno.
Dovrebbe essere così, secondo il mio panteismo,
invece anche la galaverna scotta al tuo cospetto.

Commenti
comunque è un onore per me avere la tua stima
charlie