Sfumature a tinte pastello
colori caldi e campane che ridono
un po’ vita, un po’ giardino,
laddove i ricordi emergono
e nell’aria si respira il pane.
Sei come Genova che pranza,
la magnolia al suo primo fiore
una donna affacciata sui vicoli,
ma sei anche un suono sommesso
la pace infinita della costiera
la mia via del sale
il treno locale
Camogli e San Rocco.
Sei la certezza del rosso scarlatto
una strada sola, l’unica via transitabile.
Se ci sediamo ti parlo dei monti che guardano il mare,
del vecchio che pesca,
di un bambino che esce da scuola.
Adesso ricordo:
per un attimo, nell’apparenza della confusione,
ho trovato l’odore del cielo
la tua pelle olivastra
e il dannato celeste del vuoto.
Il matrimonio casuale delle parole
una piccola scossa di malinconia.
Tutto li`, nient’altro,
un ultimo pensiero soltanto,
prima che le pupille si allarghino
a questo giorno di forma insensata.

Commenti
Questa è dedicata ad una ragazza russa che non aveva mai visto il mare.
Mostrandolo a lei anche io sono riuscito a riscoprire la semplicità della bellezza.
E' vero che le cose più belle della vita sono gratis
peccato però che crescendo si finisca sempre col complicarsi l'esistenza...
Mi piace che trasmetta quel tipo di sensazione. Difatti c'è molta "saudade" nel riscoprire emozioni di giorni andati..