T'osservo nel silenzio del mattino
a due passi da te che giaci sereno
ai piedi miei.
Tra crochi inumiditi di terra ed erba,
che in questo raggio mi fanno compagnia,
mi paragono a te e alla tua pace.
Da qui vicina più al cielo che alle acque
disegno quelle curve,
tra canne, spiagge e piccoli sorrisi,
seguendo remi di pescatori insonni
che lenti giungono alla riva e
lasciano alle spalle la fatica.
Sei tutto mio, penso,
ché allo guardo tutto colgo,
ogni anfratto, ogni lato,
ogni piccolo sbadiglio
e mi invento d'esser così grande
da inghiottirti tutto in un solo sorso.
Poi il sole s'alza,
ti illumina d'improvviso
e in quell'argento che su di te si posa,
io mi specchio
e riconosco il mio sorriso
e il fiore che ho appoggiato tra i capelli.

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