In principio fu il pomeriggio 

con la molle prigionia dell'aprile,

su, poi, lungo lo schienale di una sedia di cocci

per le radure accantonate dal sole,

tra gli accenni del petrolio della sera,

fra minuti gocciolìi di pianto.


Di preghiere non sentiremo la mancanza - stelle -

a montagne di gobbe lune daremo lunghi baci

da rovesciare finalmente la fodera di quell'Infinito.





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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Commenti  

Hera
+2 # Hera 24-04-2016 15:17
Sempre singolare composizione... versi che anelano al ribaltamento di quella dimensione dell'effimero che ci propone la vita ...la noswtra anima ha il potere di rovesciare la fodera dell'infinito...attr averso la poesia appunto!.......un caro saluto.HERA
Alberto Automa
+1 # Alberto Automa 24-04-2016 20:10
...grazie Hera sempre gentile a prestarmi attenzione...
Parlo del possente Infinito, quando la poesia era partita invece da una specie di scherzo dedicato alle preposizioni semplici (hai notato quei Di A Da In Con Su Per Tra Fra iniziali?)...
Un caro saluto a te, HERA, e agli altri (infiniti?) lettori ;-)

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