« Nessun occhio infatti ha mai visto il sole senza diventare simile al sole, né un'anima può vedere la bellezza senza diventare bella. »
(Plotino)
Sottili come il filo di pioggia
che attraversa la nebbia
fino a toccare la terra,
così i tuoi capelli,
fragili e quasi
impercettibili,
si fanno traccia
del tuo passaggio.
E io seguo la tua scia,
e per il corso del tempo
e dentro ai tronchi di cono
di questo smisurato
campo visivo,
diventi tu
tutto lo spazio
di cui ho bisogno.
Sei l’universo come
lo immagino io,
che sono
ancora
pargolo
e innocente:
che sono il tuo
bambino bizzarro.
