Presi l'ennesimo antidolorifico
nella speranza che la strada di notte
mi rendesse l'arcobaleno

I tuoi passi bollenti a bassa frequenza
restavano alla penombra dei lampioni
e tu eri tutto ciò che volevo
Una sagoma nera e inquietante

Da anni aspettavo la sentenza
la decapitazione improvvisa
Veloce e dolorosa
Fatta di occhi e di odio

Eri tornata per vendicarti
e il mio impermeabile da pervertito
non aveva più né organi né anima
ma soltanto un corpo chino

Mi fermai. Le braccia spalancate,
gli occhi chiusi nel loro vanitoso buio
e mi sniffai la mente.
Ti aspettavo per eseguire la sentenza,
ma mi avevi già condannato a vivere.




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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Hera
+2 # Hera 17-05-2016 10:38
Sempre molto bravo, Nicola... CONDANNATO A VIVERE! BENISSIMO ... PER VIVERE E FARE POESIA. COMPLIMENTI E UN ACARO SALUTO
Sir Morris*
+1 # Sir Morris* 17-05-2016 21:40
Affascinante Noire introspettivo! Bel testo coinvolgente! :-)

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