Lasciate che i bambini di dieci anni ci credano ancora un po'.
Che io non possa capire dove vanno a parare,
cosa pensano o cosa cercano:
lasciate che io intuisca brevemente
la loro nuvola di probabilità
che copre i prati; un uccello che vola
nei cieli vuoti credendo che la madre
non l'abbia cacciato ancora dal nido.
Lasciate che promettano di salvare il mondo,
di proteggere qualcosa che noi sappiamo già morto.
Non sia mai che sia solo informicolato.
Lasciateli per un istante nell'impossibile,
in palle di legno, per tutto il lasso di tempo
che precede l'apertura di quel maledetto forziere
a causa della curiosità. Un forziere che contiene
ciò che io, voi, noi sappiamo:
la fatalità -la burocrazia universale-.
