Punteggiatura di grano
spumeggiava come radice solare,
era cuore di piuma di miele spettinata,
farina d’un parto di stelle arroventata.
Le spighe cullavano apatiche sillabe di sera,
ricamavano silenziosi cortili di maggio,
nuvole di vento zampillavano come cenere
ed i chicchi braccialetti di luce intrecciavano.
All’orizzonte sbiadiva un vecchio casolare,
rastrelli di foglie rasserenavano zolle di cielo,
punteggiatura di grano
era goccia d’alveolo di mandorla sbucciata,
muschio lunare fra radici di finestre dimenticate.
spumeggiava come radice solare,
era cuore di piuma di miele spettinata,
farina d’un parto di stelle arroventata.
Le spighe cullavano apatiche sillabe di sera,
ricamavano silenziosi cortili di maggio,
nuvole di vento zampillavano come cenere
ed i chicchi braccialetti di luce intrecciavano.
All’orizzonte sbiadiva un vecchio casolare,
rastrelli di foglie rasserenavano zolle di cielo,
punteggiatura di grano
era goccia d’alveolo di mandorla sbucciata,
muschio lunare fra radici di finestre dimenticate.

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IL MIO ELOGIO E LA MIA SERENA GIORNATA.
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