Non dirmi che non esiste niente
mentre infili la testa nel muro
come le salamandre
cerchi le ombre del tempo
tra i brandelli dell'anima e gocce di veleno
E non negare l'impossibile
l'impossibile è già spazio temporale
e le nuvole sono crisantemi
nel cielo variopinto
dalle fiamme di questo gioco infernale
Non dirmi che la solitudine acquieta
solo la morte è fine di tutto
e tu il coraggio te lo sei giocato ai dadi
nelle caverne di luce apparente
Ma forse quel giorno
io ero già sul precipizio
e non mi accorsi della cenere
persa nel qualunque
Adesso ti accontenti di candele spente
mentre io ho ancora la cera nelle tasche
io devo dare un senso
toccare i margini di questo inganno
per non perdermi nell'immenso
nel vasto non senso di me.
mentre infili la testa nel muro
come le salamandre
cerchi le ombre del tempo
tra i brandelli dell'anima e gocce di veleno
E non negare l'impossibile
l'impossibile è già spazio temporale
e le nuvole sono crisantemi
nel cielo variopinto
dalle fiamme di questo gioco infernale
Non dirmi che la solitudine acquieta
solo la morte è fine di tutto
e tu il coraggio te lo sei giocato ai dadi
nelle caverne di luce apparente
Ma forse quel giorno
io ero già sul precipizio
e non mi accorsi della cenere
persa nel qualunque
Adesso ti accontenti di candele spente
mentre io ho ancora la cera nelle tasche
io devo dare un senso
toccare i margini di questo inganno
per non perdermi nell'immenso
nel vasto non senso di me.

Commenti
Complimenti sinceri
Carla
Quell’interlocutore probabilmente siamo noi stessi nel nostro arrendersi e dare per scontato lo scacco, il niente, l’impossibile, la solitudine e la resa. Magari è solo una questione di coraggio, quello che occorre per non ingannarsi e cercare di capire la trama del gioco ci cui facciamo parte e allora bisogna vedere nelle tasche di ognuno quanta cera c’è ancora per continuare a cercare la via di uscita. Così mi pare. Scritta molto bene con ottime soluzioni. ciao, piacere di leggerti. franco