Tra le desti sequoia e i cespugli spinosi

non lontano dai riflessi sede del cammino

l’angelo accorda l’arpa al vento del mattino

ormeggia presso l’ora dell’arrivo.

Traghettatore di sogni, orbo da condannare

travisa generoso il voler Reale:

“liberami adesso, sarai il mio signore, liberami domani e sarai mio servitore”.

Nulla la sua voce non la può ascoltare

il servitore salpa a bordo col Reale,

a lungo le sue gesta saran da raccontare

accanto al servitore nel suo viaggio verso il mare

“liberami adesso io sono il tuo signore, liberami domani e sarai il mio salvatore”.

Ma nulla la sua voce non la sa ascoltare

è come il frastuono delle onde in riva al mare,

a lungo le sue gesta saran da raccontare

cocchiere, predicatore, suddito e giullare.
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Profilo Autore: Clemente Valentino  

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