Precipitose sequenze mute

costantemente connesse 

tra scorci di attimi in fuga.

Il dopo tende un sorriso 

sa d’arrivare 

violato il suo destino 

mentre prima è da ricordare.

Astrazione al divenire

corteggia l’ipotesi del momento

un periodo preciso

appare all’ombra di un presente stanco.

E io misuro,

misuro il tempo col cannocchiale

e vesto gli eventi di gemme preziose

e di argento e di giada,

illusioni intrise d’odori.
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Profilo Autore: Clemente Valentino  

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Commenti  

pierrot
+1 # pierrot 22-10-2016 18:13
alle volte è necessario...mi riferisco alle illusioni nel gioco del tempo. Chissà qual è la misura giusta di ognuno, la distanza di quel cannocchiale...
la seconda parte della poesia si umanizza tra le debolezza e la bellezza di essere noi

Grazie
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 23-10-2016 11:03
L'illusione che magari cambi qualcosa, ma alla fine persino gli odori sono gli stessi, molto profonda, ciao.

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