
Restano via crucis
i passi tuoi
che cerchi in ogni dove il mio re-spiro
e quel battito bambino
- particolare di un’appartenenza -
Restano dolori
acuti, al ricordo del mio esistere
e ogni altro legamento
spezzato adesso, senza paragoni
“ s'aggroviglia la notte
come lacrima di carta
sul ciglio di lamiere
Ta to
glia
è lo SPIRITO
a ubriacare canzoni strappate
Nelle vertebre la caduta di una stella
è uno stridere agghiacciante
Quattro dita
in alba alcolica
e nella bocca veleno
che s'accartoccia all'anima
e la confonde
nella croce
al
T
R
O
N
C
O ”

Commenti
Grazieissimo per la vostra condivisione...
tipo questi ❤❤❤ ... ahahah... (ridere fa bene!)
... grazie mille a tt i passanti di questi mondi!
Un tutt'uno col dolore questo testo, così pieno d'immagini che emergono prepotenti e annullano la parte dolce che c'è stata nel donarsi, nel donare, prima di diventare tronco, di confondersi con la trasparenza del nulla agli occhi di chi non vede..
Chi è cieco non vedrà mai..chi è sordo non udrà mai nessun canto.
Un bel testo Sasha!
Ciao
Antonia
Il tema è doloroso, troppo... ; sempre attuale e direi in crescendo dal momento che tanti giovani perdono la vita e le loro anime rimangono incatenate al tronco e tronca è la vita e tronchi sono i corpi...
E' la voce che viene da lontano, dove si parla alla madre e poi, nella seconda parte, quando il carattere s'inclina come in un pianto... si apre la tragedia... che si affoga nell'alcool, nelle droghe, nelle canzoni cantate in coro, guidando, distraendosi... Poi le ossa spezzate, le stelle cadute, il freddo, il buio, il ghiaccio della morte, i grovigli delle lamiere, le anime distrutte, il sangue, i corpi, il fuoco... e tutto l'amore perso per sempre dei genitori rimasti orfani.
Nel gioco dei commenti si alternano le vostre sensazioni e il canto, la storia, il tutto... è talmente crudo da far tremare - ancora - i polsi.
L'ennesimo grazie a tt voi.