Senti l'eco dell'Ovest lontano
-Non più col tintinnio delle galassie-
La strega fa intanto un incantesimo
e i silfidi in cerca di morte
danzano rassegnati
e colmi d'esistenza
nella bocca della rafflesia

Che palato liscio!
Come se un vino rarefatto
l'avesse asciugata al termine di una cena millenaria

Senti l'eco dell'Ovest lontano
e la rugiada delle donne di Surat
mentre s'imbarcano i viaggiatori

Per un'intera notte la strega
è rimasta pietrificata;
piovono adesso nevi gialle sui silfidi raggelati
Qualche dio prodigioso
morso da un serpente dei cento passi
racconta di averne fatti molti di più
e non mi dispiace crederlo

Ruvida e assetata è ora la bocca della strega,
l'incantesimo non era delle stelle:
le elitre ingannate spargono la polvere di fata
ed ella, finalmente, ride
e ride la foresta.

Alla notte sia concesso qualche gioco di morte:
solo così si scopre che si tratta di Vita.
Che è sempre stato così.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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