Vola via
in un concetto astruso che libera le mani
e no: non è una farfalla o una falena,
un diverbio che uccide un'amicizia in una sera,
una sgridata che incarcera una carriera
È solo una balera, l'ennesima,
a portarsi a casa cosa può

Dimmi com'è che voli via
Nell'intestino del museo, Belfagord

E l'intestino sono io
Dichiarato in un ingranaggio spento
Oppure inceppato o addirittura arrugginito
Di cui non si conosce il fondo
ma almeno un lamento sì

che manda avanti la trama
e rincula indietro chi ama
Fatto sta che dentro dentro
in un angolo chiamato "centro"
uno ch'è in pace ma brama
lo trovi prima o poi

E l'intestino sono io
Se gorgoglia sono io in quest'asma
Riempita di scherzi e un eccesso di respiro
Non importa chi sia il fantasma

Chi cammina il raggio con calma
collide sempre con chi s'è fatto il giro
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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