Il coro è pronto. Voci in bozzolo prenderanno fiato

C’è la città, le creme da spalmare sul corpo infetto

un aereo morbido come la carezza di una massaggiatrice

Bisogna scendere percorrendo sentieri di dialettica campale

Ripassarsi Waterloo vale la pena

L’amministratore è cosa seria sapete?

Non è come scalzare dio da uno scranno di nuvole Angeli fanno da solisti

 avvezzi alle scomuniche, ai lampeggi delle spade, agli acuti nelle corali

Così pure gli avvocati.

La seduta è aperta alle sei, un noi globale fa da guardia

Inneggia alla rivolta una giovane diavolessa, cresciuta nella testa di un magistrato

Beethoven ha denti avvelenati dal rancore, un tubo di acciaio appare all’improvviso portando il suono rauco dell’ ossido di carbonio

Così le bollette d’acqua riprendono fiato e bussano perché hanno sete di luce bianca

Non comincerà mai se la bacchetta non s’accorda col silenzio di una quasar

E tra una galassia e l’altra si sa che gocciola il vantaggio di chi comanda

Astio che sale dalla polvere

Io non so nemmeno come ripararmi dai chiodi liberi dal legno

Si fa un conto di poteri ci sarà un saldo è chiaro, tra le sedie

L’alba di domani avrà capitoli di spesa in urlo millesimale

Quanto costa un capoverso? Le fatture allibiscono

si affaccia inutilmente l’universale

Nemmeno una maxwelliana è sufficiente

Domina un diverbio scritto in tribunale

Ora è un leone che cavalca gli spartiti, si tirano avanti le verande dell’ultimo ventennio

Brucia come la ferita al culo il ritmo delle accuse

Si, non sono cicale queste, piuttosto falchi partono in picchiata

Scostando neon s’intravvede il volto di Caino o almeno un surrogato in capitoli

Che si sono persi, fiumi che hanno preso a viaggiare nelle banche

Doline pari alla malevolenza

Un ufficio postale si affaccia all’uscio

Porta di peso un suo frammento natalizio, nessuno l’ha cantato

nemmeno nelle resurrezioni neanche a ferragosto e sono scrosciati gli autunni

Con gli abiti di Hallowen che non si ripiegavano perché non capivano il timbro di allegria

Poi si è capito che tutto era stato scritto da un musicista sordo

Uno che era vissuto adattando bacchette magiche ad un caseggiato muto

E queste risuonavano a festa come a Pasqua le grancasse nelle campane

Tutto sommato sarebbe stato meglio ripassarsi Rivoli

nel frattempo che si pregustava la vittoria e la gioia

 p.s. In fondo è ciò che avrebbe scritto il segretario dell’assemblea condominiale se fosse stato attento alle aritmie, alle dissonanze, alle discordanze, alle particolarità che contraddistinguono le faccende umane e dunque non si fosse distratto.

 

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Commenti  

Frida
+2 # Frida 13-02-2018 22:32
E' densa di tutto: sarcasmo amaro, realtà, quotidianità, ovvietà...Da rileggere.
fintipa2
+1 # fintipa2 14-02-2018 19:22
grazie di cuore per la lettura, ciao
Silvana Montarello
# Silvana Montarello 16-02-2018 15:31
Un capolavoro in assoluto, molto bella e profonda complimenti ciao.
fintipa2
+1 # fintipa2 17-02-2018 21:39
grazie mille per la lettura. ciao
cordaccia
+1 # cordaccia 19-02-2018 20:59
ciao . C'è molto Faber qui,attuale come non mai. La corale delle cicale sorde.
Bravissimo.
ciao :)
fintipa2
# fintipa2 11-10-2020 00:59
ciao Cordaccia, scusa per il ritardo. Ogni tanto ritorno su ciò che scrivevo.
un caro saluto
Franco

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