Ma sì, che vuoi che siano due sigari sui cieli di Mosca!
Prendere e fumare, dicono, questo è il calumet di pace.
Questio: come adattare Stavrogin a Paperino?
Versa tritolo in una suppostiera
Il mondo capirà perché non ci sono effetti collaterali.
Il polo Nord dà un bacio in bocca a Breznev
-Belli i tempi in cui si giocava col West
spegnendo i vulcani di Reykjavik per accenderli sotto Allende.
Il polo Sud spenna due pinguini e li arrostisce sul Plutonio!
Per rabbia credo, non avendo Islande a disposizione
Ma neanche un surrogato di Gano o di un cavallino a dondolo.
Ecco Kirillov al prezzo di due senza un Dio di mezzo
con solo una pallottola di senso nella beretta.
Chiamatelo Totò vantandone il rigore logico!
Perdinci dove trovare un muro come si deve?
Qualcosa che assomigli a un Vopos
Una versione precedente dell’AI.
Buchi invece sovrastati da marabù
Pronti a beccare la prima salma che emerge dai morti

Commenti
Ecco che il mondo appare in tutte le sue contraddizioni. Cosa può fare l’io narrante, se non abbandonare?
A meno che la tua non sia una strategia per non mostrarti. O forse sei un teorico convinto che la poesia non dovrebbe più esprimere un sentire individuale. Insomma…Basta raccontare sempre i cazzi vostri
Lettura interessante!
E allora come può un poeta sottrarsi a tutto questo?
Viviamo nel post moderno o forse nel post post moderno in cui le narrazioni si sovrappongono e si distruggono dall'oggi al domani come fossero onde che interferiscono l'una con l'altra.
E il poeta? Cosa avrebbe da dire in tutto questo che potrebbe avere un minimo di senso?
Non a caso la poesia di sopra cita personaggi di Dostoevskij tratti dai "I Demoni."
Il mondo attuale ne è pieno e non è facile conviverci o eluderli.
Ciò non toglie che ognuno è libero di pensarla come vuole sulla poesia e in taluni casi, si riesca ad apprezzare uno stile, un argomento, un modo di fare agli antipodi dei propri.
Per quanto riguarda l'io narrante, è da un pò che ne ho fatto a meno come d'altronde l'amico Pugliese che, come ho visto, è presente in "Il salotto culturale". Un caro saluto. Franco