Ho cambiato i divani del soggiorno.
Mi ricordavano continuamente te.
Di quando di nascosto venivi a trovarmi
in ore concertate, sussurrate al telefono.
Io ti aspettavo, cercando di non aspettarti,
di fare qualcosa che disperdesse
l'ansia dell'attesa.
Poi sentivo la portiera della tua auto
chiudersi con quel tonfo inconfondibile
che mi faceva balzare il cuore.
Mi guardavo intorno, tutto sembrava a posto,
aprivo la porta, cominciava il nostro gioco.
Io volevo toccarti, ma non lo facevo,
tu volevi baciarmi, ma mi raccontavi del traffico.
Poi di colpo la tua bocca era sulla mia,
le mie mani sulla morbidezza del tuo seno,
e noi, chissà come, semi sdraiati sul divano,
che ormai aveva acquisito la forma
della nostra intrecciata volumetria.
So che per dimenticarti davvero
dovrei cambiare ben altro che i divani...
l'archivio dei ricordi della passione,
il profumo della tua pelle, custodito
negl'angoli più nascosti delle narici,
il brivido che ancora scatta sul basso ventre
al solo pensiero muto del tuo nome...
Ho cominciato dai divani,
poi passerò al letto,
alle pentole che usavi in cucina,
e al bel acquarello comprato insieme a Firenze.
Ma lo devo dire:
i nuovi divani non mi piacciono per niente!
Non mi ricordano più te...
Mi ricordavano continuamente te.
Di quando di nascosto venivi a trovarmi
in ore concertate, sussurrate al telefono.
Io ti aspettavo, cercando di non aspettarti,
di fare qualcosa che disperdesse
l'ansia dell'attesa.
Poi sentivo la portiera della tua auto
chiudersi con quel tonfo inconfondibile
che mi faceva balzare il cuore.
Mi guardavo intorno, tutto sembrava a posto,
aprivo la porta, cominciava il nostro gioco.
Io volevo toccarti, ma non lo facevo,
tu volevi baciarmi, ma mi raccontavi del traffico.
Poi di colpo la tua bocca era sulla mia,
le mie mani sulla morbidezza del tuo seno,
e noi, chissà come, semi sdraiati sul divano,
che ormai aveva acquisito la forma
della nostra intrecciata volumetria.
So che per dimenticarti davvero
dovrei cambiare ben altro che i divani...
l'archivio dei ricordi della passione,
il profumo della tua pelle, custodito
negl'angoli più nascosti delle narici,
il brivido che ancora scatta sul basso ventre
al solo pensiero muto del tuo nome...
Ho cominciato dai divani,
poi passerò al letto,
alle pentole che usavi in cucina,
e al bel acquarello comprato insieme a Firenze.
Ma lo devo dire:
i nuovi divani non mi piacciono per niente!
Non mi ricordano più te...

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bravo!