Vieni, ragazzo!
Prendi la mia mano, girami, sposta la mia ciocca di capelli dietro l'orecchio
Piegati, poi sussurrami che sei il poeta camaleonte,
Che non vuoi essere il sublime egoistico,
Ma sei felice deliberatamente
Sbattimi contro la terra dura
E obbligami a guardare la stella luminosa,
Fammi venerare con ode: a un usignolo, a Dea Psiche, su un’urna greca,
A una malinconia, a un autunno, all’indolenza
Spingimi ad amarti,
Dicendomi che sono Cynthia e tu Endimione
Passandoti la dolce mano sul mio petto,
Lasciami ubriaca di te volendo morire
Sollevami in delicati vertigini
Tra il fummo delle nuvole perforando
Con i nostri esseri uniti in uno,
Per l’orgoglioso Hyperion innalzare
La voce del sonno e della poesia
Dipartissi poi,
Dopo l’estasi e il dolore,
Quando ho paura che mi cesserà di esistere.
Lasciandomi cadere, come Hyperion:
Un sogno
Levati superbo
Compiendoti il sogno di essere una stella luminosa:
Immobile, costante, fedele, risoluta
Sognando di una strega
Lasciami ruzzolare
Tra il fummo delle nuvole perforando
Con il mio essere spezzato dal tuo
Come tornare nel mondo reale
Dopo averti conosciuto?

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daniela marculet Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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