Fisso lo sguardo e trasognato il volto, andava:
col mantello sciolto e l’ansimante vento.
Continuava lento e si girò più volte, a stento.
Poi si fermò, scrutò i cespugli, cercò qualcosa,
raccolse: una rosa brunita.
Come un resto di vita, la strinse in palmo,
carezzò con l’altro,
immobile, con gli occhi chiusi.
Sorrise tenero, lo vidi,
dolcemente, a lungo:
forse un ricordo languido e cocente.
Restò, non ressi:
rincasai pensando
e non sentii la furia che ghiacciava,
il vento soffiava.
col mantello sciolto e l’ansimante vento.
Continuava lento e si girò più volte, a stento.
Poi si fermò, scrutò i cespugli, cercò qualcosa,
raccolse: una rosa brunita.
Come un resto di vita, la strinse in palmo,
carezzò con l’altro,
immobile, con gli occhi chiusi.
Sorrise tenero, lo vidi,
dolcemente, a lungo:
forse un ricordo languido e cocente.
Restò, non ressi:
rincasai pensando
e non sentii la furia che ghiacciava,
il vento soffiava.

Commenti
possa scalfire. Incantevole com'è nel tuo stile Ugo!
Un caro saluto, Grace.
Una lettura molto gradita, profonda e delicata come sempre sai fare....
Buon Anno, Ugo, ciao... ^.^
Cosa può desiderare di più un poeta nel momento in cui è riuscito a fare questo? Grande come sempre UGO!
complimenti,ciao