Giglio lontano, l’afa dell’estate piovosa
Tremula l’aria dal caldo, dal picco miravo
Il cielo rosa, ora ricordo.
Bello era guardare il largo della vita insieme;
la mano stretta fra rocce brulle, incespicavo
-forse ora cado-
Guarda la mano fiacca trema stanca mentre ti lascia,
piccolo amico mio, la vita t’è buona
anche se io mi allontano.
Il mio cammino è più tortuoso sai:
lascio il mio appiglio nella tua mano.
L’ amore t’evapora ora come s’annebbia
quel sorriso distante, di te mi ricordo
fra i cieli chiari e il blu accecante
i tuoi capelli chiari: gli occhi guizzavano fra le onde del mare,
trattengo il fiato.
Perdonami non vorrei farti spirare,
piccola brezza ti trattengo in quell’estate
dove l’aria era serena , arancio tutt’intorno
e il tuo sorriso ancora vivo.
Scusami piccolo amico, ma ora devo andare.

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