Tu, che mi stringi la mano

da quanto sei qui?

Era primavera, nelle sere

già canti di grilli e lucciole.

Venne estate tra i miei campi

dorati di grano, l’amore

s’irrorò del rosso di papaveri

e il sale insaporì i baci.

Magia e gioia di vagiti,
 
silenzio e dolore  il perdersi

ogni tanto...

Tu, stringi ancora la mia mano

ed è autunno… L’inverno

ci troverà  insieme ed insieme

rivedremo le rondini tornare,

ascolteremo i grilli come

nella nostra estate.

Tu, che ti stringi a me, vieni,

andiamo e passeggiamo

tra le nostre foglie caduche

che ancora hanno

il calore della vita…

                                

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Profilo Autore: Giò*   Sostenitrice del Club Poetico dal 22-08-2015

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Commenti  

Michelina*
+1 # Michelina* 14-11-2020 10:48
Bellissima, piena di speranza.
Luigi Castiglione*
+1 # Luigi Castiglione* 16-11-2020 18:29
Brava.... riesci ad esprimere i pensieri non detti con trasporto evidente.

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