In volo sulla città abbracciati:
puoi vedere la casa rossa, la chiesa
al confine con l’orizzonte e l’aria
di pioggia. Poi l’orologio astrale
da fermi, c’è da aspettare in coda
il ritorno dell’onda di piena dell’amore.
E la scrittura in punta di penna dei fiati
in sincrono, la curva di fuoco e la discesa
agli inferi del peccato: è millenaria
la storia degli amanti dell’aurora boreale,
che il cielo regga o che poi esploda
poco importa, se cambia di nuovo colore.
E se vedi la cintura d’Orione nella stanza
viola, è perché la sentenza delle stelle
è scritta su coltri disfatte, ogni piega,
ogni ondulazione della stoffa è un indizio.
C’è poi la trama del romanzo a legarci
alle sponde del letto di redenzione:
scrivimi fermo posta, firmerò per quietanza
ogni verso appeso alle lune gemelle
del talento e poi cercherò una strega
di scuola egizia per celebrare lo sposalizio
nelle acque rosa confetto. Dimmi che amarci
è questo: un canto stonato di liberazione.