T’incanti a mirar
lo strabiliante moto del creato,
l’aurora immortalare,
quando il sole, bravo canestraio,
intreccia frange sull’azzurro mare,
e al vespro, quale esperto illusionista,
impiglia i raggi tra le ovattate nuvole,
donando al cielo rossi damaschi.
T’affezioni a quel cielo,
alle sue tinte d’incanto,
e trattieni i ricordi come in quadro d’artista.
Salici e ulivi chinano i rami
prostrati in riverente ossequio,
a contener tutto quel rosso
ad arazzo sul suolo per te.
Tale moto ti somiglia, mio uomo,
il tuo cuor ancor giovane nell’alba si rispecchia,
mentre solerte ridesta il novello giorno,
a ti socchiude l’orizzonte alla vita,
invero ahimè, il crepuscolo,
coi colori incisi a filigrana,
ti regala uno scampolo di nostalgico cielo,
quale pizzo d’organza,
a rivestire il malinconico tuo cuore.
Una fetta di rosso all’imbrunire,
unica eterna eredità.
(Foto dal web)
Commenti
Adoro Leopardi e questa velata malinconia lo ricorda molto...
Un saluto