Un capriccio poteva essere
quella rosa d'èlitre sulla schiena
dei sassi, la strada, in un chiarore
diafano posato come
a masticare gli ultimi astucci
pettinarsi gli occhi
mentre s'allungano a dismisura
sul ciottolato - i momenti rallegrati.
Purtroppo l'osservatorio
dista duecento mondi da questo.
Mi vedrete?



Commenti
Un caro saluto...e... ora vedo che fare... "Ultimo capriccio" voleva essere un punto di arrivo, proprio un'ultima poesia...sai, a volte la stanchezza dello scrivere prende il sopravvento...