La gola che ripasso poco a poco
preme l'impronta
nella fila di spalle sbriciolate
di queste corde in vita
fischiano
nebbie di pietra al vento.
Chiudo le orecchie
ho perso la paura, resta il dolore
un luogo acerbo,
getto semi ai gabbiani tra gli scarti
conto novecento anni
e non ho un ritmo per ridere
sotto il cappello screpolato della sete

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Profilo Autore: pierrot*   Sostenitrice del Club Poetico dal 13-08-2020

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