una bonaccia di periferia

suona dai mantici d’autunno

verdemarcio estuario tutte le foglie

a frotte sul tendone

fradicio sgonfio lamentoso

sulla mollezza degli acrobati

reclusi

dai visi di cristalli opachi

e ancora addosso

cere di luce gialla

strette le spalle al freddo

come il salto nel buio

nell’occhio della tigre

che di scarne speranze vive

e spolpa ossa - mai stata fiera

di ogni merito (di chi?)



 

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

Aita Carla
+2 # Aita Carla 02-11-2018 18:21
Semplicemente e letteralmente stesa al suolo!
Questo tuo brano è incredibile, audace come la tua "tigrosità", con dei versi d'entrata che mi calano dentro le tue parole, i tuoi colori, le tante sfumature d'un momento, di una delle vite che lo vivono; il tutto dietro un superbo tendone-metafora.
Sono sballataaa! Immagnificaaaaaa!
Grazie diecimila (mille è troppo poco).

PS: vado giù a manetta di stelle!



Carla
Rita Stanzione*
+2 # Rita Stanzione* 04-11-2018 09:32
Che piacere trovarti....Grazie Carla!!!

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