Vento calpesta abeti
folle impazzite sulle piazze
velocità indifferenza
sgomitate di greti a case
un fiume di denaro
nella mente del pianeta.
La natura ci copia
raro nell’universo
ma qui
il padrone non è certo del servo
e il servo si gioca il padrone
abitudine al gioco degli scacchi
sconfitta idiota vittoria di matto.

Commenti
Un caro saluto!
Aurelio
Il problema è che ,adesso, il padrone non ci impone ma ci induce a diventare suoi servi,col meccanismo della ricompensa virtuale.
Il padrone conosce e manipola i servi ,i servi pensano che il padrone sia un benefattore.
Lo spirito ultimo va veloce come il vento e noi siamo bandierine.
Sempre interessanti le tue poesie .
(E grazie per la tua stima :) )
Ciao
Mi è piaciuto questo ermetico dipingere una realtà per me tipicamente italiana. Nella tua autenticità sei pure poliedrico e, ovvio, amo maggiormente leggerti quando lo sei.
Hai reso l'idea, la tua. Grazie!
Carla
PS: dimenticavo una cosa importante: il titolo. Sì, destiamo Hegel dal dormi-veglia!