Vivevi comoda nella tua bella città.

Vagavi serena fra i giardini pensili,

fra i tanti, tanti, una schiera

di lillà bianchi.

 

Il colosso di Rodi

non permetteva che qualcuno

violasse la tua città;

con te parlava,

s'offriva come scudo di marmo,

con te discuteva.

 

Potevi pregare

i tuoi avi e nessun

nemico si sarebbe inoltrato.

Mausolo, il suo spirito,

avrebbe protetto la tua città.

 

La tua stessa Agrotera

non difendeva i cacciatori di donne:

ella fondava il suo tempio nella tua città.

E, così come si schierò coi troiani violati,

non permetteva a nessun greco

d'invadere la tua città.

 

La tua città s'apriva ai mercanti,

ai mercatini, il suq.

Ma si spegneva il Faro alessandrino

quando s'avvicinavano al porto

le drakkar di pirati crapuloni.

 

E nessun Caligola

riusciva a portar via

la Statua di Zeus a Olimpia

che campeggiava nelle tue piazze.

 

Riuscivi a testimoniare

la funzione funebre delle piramidi:

a differenza di Cheope

nessuno avrebbe violato l'oro

del tuo riposo!

 

Ma non fu così...

 

Un giorno sfondò i cancelli l'ariete barbaro,

gli uomini seminudi penetrarono

e saccheggiarono

la tua bella città, la razziarono i ribaldi,

e non volesti più ascoltare il Colosso,

qualcuno deflorò i lillà bianchi dei Giardini,

dimenticasti Mausolo,

Artemide tornò a proteggere i cacciatori,

si frantumò la lampada del Faro,

Caligola l'ebbe vinta sulla Statua

e anche la tua piramide fu violata.

 

Quanti petali di lillà bianchi

volano nel vento ora

deflorati e illividiti.

Non sei più vergine

e come di tutte le città

non restano che delle belle rovine.

 

Col tempo succede sempre così.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 29-07-2014 00:49
bravo nicola, stiamo allora elevando il livello della poesia, con questa tua OPERA, chissà se anche noi possiamo fare lo stesso, molto alta, davvero.
nabrunindu
+1 # nabrunindu 29-07-2014 01:43
è tardi, e ti chiedo scusa, ma la tua poesia mi ha indotto a rispondere in poesia, come si fa nelle nostre gare sarde sui palchi delle feste paesane, scusami ciao.
Nicola Matteucci
# Nicola Matteucci 29-07-2014 01:50
Ci mancherebbe altro, anzi! La poesia serve proprio a stimolare l'estro delle persone! Ci tenevo a precisare che la dicitura "V.C.", ossia "versione corretta", è dovuta al fatto che, essendo molte di queste poesie estratte dalle mie sillogi "Caffè e sigaretta" e "Fecce di luna piena", spesso i correttori di bozze delle case editrici non svolgono al meglio il loro lavoro e di conseguenza vengono portati alla luce alcuni refusi di stampa. Un saluto e buona poesia!
pierrot
+1 # pierrot 29-07-2014 05:35
tra il mare e l'uomo, tra le sette meraviglie del mondo.
La grandezza e la fragilità spesso innalzate a leggenda.
Quanta brutalità tra la nostra bellezza. Pochi anni fa venivano distrutti i Buddha in Afghanistan. Tutto ciò che viene violato è un giardino e una storia uccisa, è un uomo che si autodistrugge, sempre vergine nell'offendere e nel subire, pietra o corpo non fa differenza ...
Il verso finale mi lascia pensare:le cose belle non possono essere lasciate in balia del tempo, vanno protette, curate ...

Un contenuto molto apprezzato che rende prezioso il componimento poetico. grazie

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