Guardo i tuoi dolci piedi
attraversare
il tormento del tempo.
Vorrei sfiorarli per carpire
il ritmo dei tuoi passi,
lasciando andare le briglie
di un sentimento angusto
che stringe il mio cuore
in una morsa di carne e dolore.
Se penso a quella rosa caduca,
lievemente appassita,
che ho intravisto nel tuo
ultimo richiamo d'esistenza,
perdo le membra
in un lago di lacrime e impotenza.
Tu sei il mondo astratto
che non potrò mai ascoltare.
