Che cosa mi aspettavo da queste notti...
In fondo è questo il periodo ed io
sono stanco.
Non sono queste notti per poeti, ore per meditare,
ma respiri affannati tra la freddezza e il rancore
che l'anima mi congelano ad ogni soffio.
Sono periodi di nebbia,
non di mare, ma di palude,
non di cieli stellati, ma di pianure,
di feriti, di cimiteri, di occhi senza sorrisi
e pupille grigie.
Sto trascorrendo notti immobili aspettando immobile
il futuro scritto sulla lama di un pugnale... quivi leggo:
“Tu, cavaliere a tempo perso, perso in sogni troppo grandi per altre
spade, per scelta suprema, sei condannato su un trono a poggiare,
ove, paralizzato e imbavagliato, guarderai senza voltarti o morire,
un altro fiore Verde e giallo appassire...”
Dolori simili a quelli passati,
ma a fitte acute dosati
ora dopo ora.
Mi sembra di essere morto e incapace di esprimermi,
di essere vivo e incapace di morire.
Mi ritrovo paralizzato su una roccia e mentre osservo
città che bruciano e nuovi soli precipitare
fisso il vuoto e mi canto una ninna nanna
strappando foglie da un ramo secco.
In fondo è questo il periodo ed io
sono stanco.
Non sono queste notti per poeti, ore per meditare,
ma respiri affannati tra la freddezza e il rancore
che l'anima mi congelano ad ogni soffio.
Sono periodi di nebbia,
non di mare, ma di palude,
non di cieli stellati, ma di pianure,
di feriti, di cimiteri, di occhi senza sorrisi
e pupille grigie.
Sto trascorrendo notti immobili aspettando immobile
il futuro scritto sulla lama di un pugnale... quivi leggo:
“Tu, cavaliere a tempo perso, perso in sogni troppo grandi per altre
spade, per scelta suprema, sei condannato su un trono a poggiare,
ove, paralizzato e imbavagliato, guarderai senza voltarti o morire,
un altro fiore Verde e giallo appassire...”
Dolori simili a quelli passati,
ma a fitte acute dosati
ora dopo ora.
Mi sembra di essere morto e incapace di esprimermi,
di essere vivo e incapace di morire.
Mi ritrovo paralizzato su una roccia e mentre osservo
città che bruciano e nuovi soli precipitare
fisso il vuoto e mi canto una ninna nanna
strappando foglie da un ramo secco.

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