Dieci anni fa abitavo in centro
in un condominio con dieci palazzi
cento appartamenti e duecento bagni
tutto recintato e perfettamente costruito;
ero orgoglioso d’essere il proprietario!
Ma dopo un po' di tempo decisi di cambiare
non era quella la mia vera dimensione
mi soffocava l’aria signorile
e più che un uomo mi sentivo un ciclostile.
Fu una mattina di maggio
che decisi di scappare
e in periferia ho traslocato
l’aria era decisamente più pulita
e il vicinato molto più affiatato.
Cinque edifici, cinque terrazze
cinquanta cucine e cento balconi
pensai “ finalmente mi accontento”
non calcolando che a breve
fui allergico a tutto quel cemento.
E di notte ho fatto le valige
in un paese vicino mi sono trasferito
unica struttura senza condominio
e nell’attico mi sono sistemato.
Ma anche di quel appartamento
presto mi son stancato
e in aperta campagna sono fuggito
una casetta in legno, un porticato
e un cane lupo a guardia del mio creato.
Inutile, non avevo pace
e sono sbarcato su un'isola felice
senza tetto e senza protezione
dormivo all'aperto
su un'amaca ai confini del sole.
Mangiavo fiori e bevevo pioggia
senza cronaca e informazione
niente internet e televisione
del tempo avevo perso cognizione.
Ma la sera mi sentivo solo
e decisi di salire su nel cielo
centomila nubi, un milione di stelle
zero sogni e angeliche visioni.
Fu così che decisi di tornar bambino
per giocare nel parco da mattina a sera
senza aspirazioni, senza case
senza recinti e senza più vetrate
senza vincoli e senza proprietà
senza pensare e giudicare
era questo che cercavo
l'interiore libertà.
in un condominio con dieci palazzi
cento appartamenti e duecento bagni
tutto recintato e perfettamente costruito;
ero orgoglioso d’essere il proprietario!
Ma dopo un po' di tempo decisi di cambiare
non era quella la mia vera dimensione
mi soffocava l’aria signorile
e più che un uomo mi sentivo un ciclostile.
Fu una mattina di maggio
che decisi di scappare
e in periferia ho traslocato
l’aria era decisamente più pulita
e il vicinato molto più affiatato.
Cinque edifici, cinque terrazze
cinquanta cucine e cento balconi
pensai “ finalmente mi accontento”
non calcolando che a breve
fui allergico a tutto quel cemento.
E di notte ho fatto le valige
in un paese vicino mi sono trasferito
unica struttura senza condominio
e nell’attico mi sono sistemato.
Ma anche di quel appartamento
presto mi son stancato
e in aperta campagna sono fuggito
una casetta in legno, un porticato
e un cane lupo a guardia del mio creato.
Inutile, non avevo pace
e sono sbarcato su un'isola felice
senza tetto e senza protezione
dormivo all'aperto
su un'amaca ai confini del sole.
Mangiavo fiori e bevevo pioggia
senza cronaca e informazione
niente internet e televisione
del tempo avevo perso cognizione.
Ma la sera mi sentivo solo
e decisi di salire su nel cielo
centomila nubi, un milione di stelle
zero sogni e angeliche visioni.
Fu così che decisi di tornar bambino
per giocare nel parco da mattina a sera
senza aspirazioni, senza case
senza recinti e senza più vetrate
senza vincoli e senza proprietà
senza pensare e giudicare
era questo che cercavo
l'interiore libertà.

Commenti
E' una grande fortuna aver raggiunto lo scopo anche se dopo molte peripezie
calzare perfettamente alla nostra personalità, per quanti sforzi noi facciamo non saremo mai soddisfatti... forse in un'Isola Felice?...
Molto molto vera.
Densa di significati questa tua. Piacevole nella lettura.
Ciao Demetrio