Si narra che fluisse come acqua,

di cuore puro e neutra anima.

Fino a che per mano delle naiadi

Acredine e Basica cadde vittima

della stizza della dea Marica,

gelosa dell’amore di Aquilone per lei.

Invocò su loro un orripilante anatema:

confinò Ninfa nella torre degli Alisei,

e legò Aquilone a un filo di voce.

Se Ninfa fosse riuscita mai a fuggire

con qualche astutezza,

entrando in contatto con l’aria

e confondendosi con essa

avrebbe perso di purezza.

Si dice che sulle sponde del Treja

nelle giornate di solleone, quando

il cielo sereno fin giù nel sottobosco

rende azzurra ogni pervinca colando

su tappeti di anemoni,

tra i non ti scordar di me

che bordano le andane strette

girandoli una fanciulla; si dice anche

si odano i di lei bisbigli salire ai filari

tra le felci dall’aprile del 1967.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 18-01-2019 20:50
Molto molto bella, mi piacciono le tue fiabe.
MastroPoeta
+1 # MastroPoeta 20-01-2019 05:43
Grazie cara amica, spero leggerai anche il seguito...
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 21-01-2019 14:15
Prego ho letto oggi il seguito sei molto bravo grazie.

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