La Vergine nostra
come nostra é la Madre
che dall'odio ci tolse 

E di Anime fuori luce 
la vita
ci prenderà d'improvviso 
lontana
da parole di morte 
e sentenze
sulle nostre vergogne
 
La luna di mezzo supplisce
il freddo distante 
di un cielo non più celeste 
al di là delle Alpi

Assieme a COLUI 
che in lotta ci vede 
contro un volere invisibile 
ritroveremo l'abbraccio
per inchinarsi all'inizio 
che non cede alla fine 

Ora che gli spettri
non hanno più voce 
Ora che é tutto più umano 
che strano...
se non fratelli o nemici 
il mare non vuole tradirci 

Alzate lo sguardo 
L' ITALIA NON VUOLE MORIRE !
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Commenti  

Michelina
+2 # Michelina 19-03-2020 19:40
Stupenda, prende l'anima, un inno incoraggiante che da consapevolezza e speranza, un caro saluto.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 19-03-2020 20:55
Si giusto ci ha preso davvero l'anima a tutti e due, consapevolezza di questo dramma, ma anche viviamo con la speranza che le anime ritrovino la luce, grazie di cuore Michelina.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 19-03-2020 20:53
Ringrazio l'amico e poeta Simone per questa collaborazione, poesia molto sentita e sofferta questa la sento molto dentro di me e l'ho ritrovata anche in Simone, grazie di cuore ti abbraccio virtualmente.
Simone*
+2 # Simone* 20-03-2020 07:17
Devo dire grazie a Silvana che non ha avuto esitazioni a darmi fiducia di scrivere insieme una poesia complessa in questo momento di dolore ...ma non si pecca di leggerezza spero se la scrittura può essere uno sguardo di speranza contro ciò che per me è il peggiore degli incubi ..
Non so come ma Silvana e' riuscita a dare una visione completa in questa poesia e anche a me ...

Grazie !
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 30-03-2020 15:28
Grazie a te per aver creduto ancora una volta a questa passione che è la scrittura, scrivere con te mi dà sempre una marcia in più grazie Simone.
Loris Marcato
+1 # Loris Marcato 20-03-2020 09:49
Bella veramente! Complimenti a entrambi.
Bella iniziativa la scrittura a quattromani, ci penserò.
Un caro saluto
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 30-03-2020 15:29
Grazie a te per aver gradito, credimi scrivere a più mani mi dà una spinta in più sempre, grazie.
Ibla
+1 # Ibla 23-03-2020 17:47
Molto bella, dai toni lirici.
Quell'urlo "l' Italia non vuole morie" ci accomuna tutti.
Grazie.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 30-03-2020 15:30
Grazie Ibla è bello sapere che si è apprezzati.
Simone*
+1 # Simone* 23-03-2020 19:09
Grazie Loris grazie Ibla
si quell' urlo ci unisce
ci rialzeremo ...così spero
Un grazie da me e Silvana
marco cinque
+1 # marco cinque 29-03-2020 15:10
più che poesia sembra una preghiera di speranza, un atto di fede per chi crede, ma per renderla universale avrei preferito l'umanità all'Italia, che in fondo un virus non ha confini e almeno quello ci vede tutti uguali.
PS. In poesia personalmente non amo il taglio religioso, ma si coglie la sincerità dei versi e l'intento bello di anime belle. Grazie
Simone*
+1 # Simone* 30-03-2020 09:52
Caro Marco ...il taglio non è volutamente religioso e di umanità credo che qui invece c'è qualcosa che guarda alla speranza più in alto di noi stessi ..
essendo già di per sé una vaga idea ciò che fu il Risorgimento Italiano per sua natura non era intenzione restare nei confini patri ..ma il discorso sarebbe lungo e noioso.e forse nemmeno sarebbe il caso di preferirlo visto il momento ...
in ogni caso L' Italia non vuole morire ....perché é qui che siamo nati... la religiosità con la fede hanno la sfortuna di essere associate spesso .. credo invece che affidarsi a qualcosa di più intimo ed intenso sia congiungersi all'incomprensibile che oltrepassa l'esercizio umano..
..neanche penso che sia un peccato dirlo
che in fondo tutti uguali non lo siamo
e di umanità universale non credo neanche alla sua idea
PS ...in ogni modo sei molto bravo nei commenti e ti ringrazio del tempo che hai avuto per leggerla
marco cinque
+1 # marco cinque 30-03-2020 11:36
Caro Simone, questa linea che demarchiamo, vuoi per formazione culturale, religiosa o politica, una linea a cui tendiamo a dare accezioni positive e a riempirla di valori: “patria” “Dio” “identità”, etc., in realtà credo sia una linea che demarca sempre una differenza, una distanza, una diffidenza. E una linea che demarca tende sempre a rinchiuderci in un qualcosa, a separare, dividere, distinguere. È una dimensione fisica e materiale che è solo il riflesso di una dimensione mentale. È la differenza tra il pensiero in linea retta e il pensiero circolare.
Nella fattispecie, tutti coloro che sentono e dicono e credono di appartenere a quella dimensione geografica che chiamiamo “Italia” (dimensione in cui diciamo di essere tutti “figli” e “fratelli”), più o meno inconsciamente, in realtà, poi marcano distanze, appartenenze, distinguo, persino ostilità e conflitto tra loro stessi. Questo possiamo vederlo chiaramente e innegabilmente in ogni ambito del nostro vivere.
La poesia è un linguaggio che, per ciò che mi riguarda, sonda le possibilità di indagare dentro questi limiti, per riuscire a dare risposte che vadano oltre i mondi e i modi in cui tendiamo a rinchiuderci, per ambire, appunto, a una dimensione più universale, fin dentro l’intimità e l’unicità di ciascuno di noi.
Magari questa è solo una divagazione filosofica, ma la poesia in fondo ci aiuta anche in questo, a mettere a confronto pensieri, dimensioni, esperienze, convinzioni e persino sogni.

PS
Che “tutti uguali non lo siamo” è fuor di dubbio, il problema sta nel vedere nella diversità un’occasione di incontro, crescita e arricchimento piuttosto che un motivo di esclusione e conflitto.
Simone*
+1 # Simone* 30-03-2020 12:17
io non credo ai motti ne ai concetti
E la banalità di parole come Dio Patria e famiglia ...non credo siano citati in questa poesia ..che se appare preghiera ben venga
perché se magari è necessario ribadirlo
Qui si muore ....come mosche
Io mi chiudo ben volentieri nel mio mondo
se tu hai altre velleità sicuramente le userai nel modo migliore...io vedo raramente oltre le apparenze... é il male del secolo che vuoi farci ...per superare i confini appunto ...
marco cinque
+1 # marco cinque 30-03-2020 12:48
Caro Simone, non voglio fare nessuna polemica. Ho scritto “Dio” perché nel testo hai citato “COLUI” tutto in maiuscolo e “Patria” in riferimento alla chiusa “ITALIA”, quindi si tratta di sinonimi, ma ovviamente non c’è nulla di male in questo. Il “chiudersi” che tu hai colto non è quello che intendo (mi scuso se l’ho lasciato intendere) e non è certo riferito alla necessità concreta di stare in casa, cosa che anch’io (fuori dal mio lavoro che per senso di responsabilità debbo continuare a svolgere) mi guardo bene di fare. Le chiusure e i limiti a cui mi riferisco sono di altra natura e non ho davvero velleità di imporre niente a nessuno, solo proporre un confronto umano e letterario. Ma va bene così, posso limitarmi anche a restare in superfice, purché nell’intento non si colga un’ostilità che non esiste, ok? Un saluto e un abbraccio. :-)
Simone*
+1 # Simone* 30-03-2020 13:10
....in superficie già ci sei rimasto ..se non te ne fossi accorto .... credo che siamo usciti dal tema ben venga...
dal canto mio non sono immune da non farmi prendere in mezzo da nessuno... tranquillo che siamo in grado di capire ....senza spiegazioni
Silvana Montarello*
+1 # Silvana Montarello* 30-03-2020 15:37
Marco apprezzo il tuo primo commento molto carino, ma credo che non sia il caso di aprire un dibattito sotto un bellissimo testo come questo, se vuoi questo sito ha un bellissimo salotto culturale ci spostiamo magari cosi possiamo avere più opinioni, sono certa che converrai con me che è giusto cosi, un carissimo saluto ciao Marco.

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