Segnalo distanze
indico luoghi.
Forse solo a me stesso.
Le prime
sono quasi sempre assenze,
ricordi di immagini scomparse
voci, mani, volti, caratteri, di chi,
con mia sorpresa se n'è andato,
in un dove sconosciuto,
e non ritorna.
Distanze da corpi di donne
sempre molto amate,
da cicatrici antiche e ferite
che non si sono mai rimarginate,
e che mi danno il senso di me stesso,
del variare continuo di una vita.
Metri, chilometri...
che sono solo misure della mente,
emozioni incontrollate, affioramenti,
gole che si aprono improvvise,
boschi, prati, colline generose,
ancore e contrappesi che getto nel futuro.
Per luoghi intendo la mia geografia,
isole dentro un corpo e mari
dove impera il caso,
continenti in continuo spostamento,
libertà di coscienza e di pensiero,
responsabilità ed improvvisazione
e cuore.

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