Scandivano il tempo, l’alba,
lo scampanio nella vicina chiesa,
la voce energica delle comari
e l’aroma del caffè sul fuoco.

Scandivano il tempo, il mezzodì,
il brusio all'angolo del marciapiede,
il primo accorgersi del sole alto
e il profumo della pasta al forno.

Scandivano il tempo, il meriggio,
il pisolino sul divano azzurro,
la merenda da consumare lenta
e l’arrivo dell’ascensore al piano.

Scandivano il tempo, il tramonto,
il primo fresco della lunga sera,
l’oliva verde con l’aperitivo
e il jeans giusto da poter comprare.

Scandivano il tempo, quella cena,
quell'esser tutti a tutti i costi,
l’allegro ticchettio delle forchette,
e il tintinnio dei calici di rosso.

Scandivano il tempo, quella notte,
quel ritrovarsi insieme e soli
per prepararsi ad ospitar Morfeo
e sui sogni intanto arrampicarsi.

*
Scandiscono il tempo, l’oggi,
l’affanno ch’altro affanno scalcia,
l’immagine al ripasso offerta
di un uomo da definir perfetto.

Scandiscono il tempo, la sfiducia,
della bellezza il senso non compiuto,
dell’apparenza il rito universale
e le ore, una dietro l’altra, vuote.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 23-04-2020 13:47
Un tempo indefinito che speriamo finisca presto un caro saluto.

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