Il freddo vorrebbe distrarmi
dal vedere il cielo sopra me.
È come se avesse la pretesa
che io m’avvolga come fil di lana
per mutarmi in gomitolo inerte.
Trova alleanze nei silenzi vigenti,
nei tranelli di probabili introspezioni
o in certe suggestioni dei ricordi.
Il cuore, però, non vuole cedere
a malinconie imposte dal tempo.
Esco sul terrazzo a volgere lo sguardo
al bianco che tracanna le nuvole
e quindi alla strada che porta al piazzale.
Vedo sciarpe e cappotti portati in tutta fretta
tra le luci di una sera più che mai silente,
e un gruppo di ragazzi, muti come pesci,
che hanno parcheggiato la loro età.
Nel tono suo di vera tramontana
ascolto il vento
ed è voce che muove me e tutta l’aria intorno.
*
dal vedere il cielo sopra me.
È come se avesse la pretesa
che io m’avvolga come fil di lana
per mutarmi in gomitolo inerte.
Trova alleanze nei silenzi vigenti,
nei tranelli di probabili introspezioni
o in certe suggestioni dei ricordi.
Il cuore, però, non vuole cedere
a malinconie imposte dal tempo.
Esco sul terrazzo a volgere lo sguardo
al bianco che tracanna le nuvole
e quindi alla strada che porta al piazzale.
Vedo sciarpe e cappotti portati in tutta fretta
tra le luci di una sera più che mai silente,
e un gruppo di ragazzi, muti come pesci,
che hanno parcheggiato la loro età.
Nel tono suo di vera tramontana
ascolto il vento
ed è voce che muove me e tutta l’aria intorno.
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