Un cappello, quel lasso d’ombra
mia compagna rimpannucciata non so
dove guardi eppure sento l’alone di un affetto.
Un romanzo con le falde, tutte pagine bianche
ma mosse da onde straordinarie.
Esito a sfogliarlo ho soggezione del bisbiglio
del silenzio che si affaccia, un fruscio di lenzuola
il fumo di caffè, l’odore di Marsiglia che emana grazioso l’accessorio.
Sarò per metà morto e l’incoscienza fatica a trapassare
o è stato lui - il dottore - ad innestarmi un certo occhio
da alienarmi da slanci e intemperanze.
Privo di specchi in quiete d’estasi
anche la mia consorte ha un’innocenza nuova.
Né sobbalza la mente, la scienza incerta mi fa libero.
La sfioro la nomino. L’abbraccio, mia devota.




1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 718 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.