Nel chiudere gli occhi
m’ accorgo prisma di cristallo,
filtro emotivo di scosse
che il gioco di luce fende
in mille nudi raggi
d’umore più acceso, d’umore più mite.
Come steli
di sarmentose rose rifiorenti,
quei nudi raggi, dardi peccaminosi,
si elevano al cielo a reclamar grazia
che a sé li calmi per la benedizione.
Così che vergini ritornino di nuovo
per i terrestri sentieri,aperti a nuova sorte
e dentro me a raccontar l’amore.

Commenti
Versi unici, belli, proprio come il tuo cuore.
Ciao, Ely... ^ .^