Quel volto è un macigno anonimo,

sorridente, ingoia atomi di luce

chiara diafana e la sua bocca è chiusa,

 rossa come una rosa scarlatta, sanguigna.

Le braccia non si vedono ma si notano

nello spazio, dietro l’ombra

dei capelli sciolti.

Lo sguardo fisso, penetrante

come il fulgente sole di luglio

rincorre il suono delle voci,

l’eco sorda dei sotterranei,

i secchi scatti delle chiavi,

il rumore delle porte.

Gli occhi luminosi e tristi

scrutano il grigiore

avvertono la noia

il ribrezzo la follia

della forza di gravità

che spacca il vetro.
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Profilo Autore: Donato Caione  

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Commenti  

Michelina
# Michelina 06-09-2017 14:21
Un ritratto che esprime disagio e tristezza.Molto coinvolgente,un saluto

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