Certe volte dal rubinetto

guardo l’acqua scorrere,

e con lei l’ansia cadere nello scarico.
Come se altro non fosse che la fatica a vivere.


La quotidianità stenta a restar seduta nei miei versi,

così capita che le parole non appena provo

cauto a togliere dal foglio la penna camminino via.
E quello torna bianco, è irritante.
Simili a tante formichine.


Ricordo che da bambino non mi piaceva tanto
lavarmi la faccia, così finivo per andare a scuola
con i sogni appiccicati alle ciglia…

riappoggio la punta, ed eccole

balzellare di nuovo vicine vicine.


Solo un cenno, bentornata poesia.
Certe volte dal trapezio dietro al cuore
si libra tra le braccia dei fili del telefono
nella strada vuota la mia follia.

(…se ci sei batti un colpo)

“Chiamami con il mio nome, poeta”

<E come!?>

“Chiamami prosa”

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Commenti  

poesie profonde*
+1 # poesie profonde* 12-11-2020 11:03
A volte si preferisce la prosa, forse perchè non si riesce ad essere introspettivi. Comunque è un testo che mi piace moltissimo, davvero intenso. Un caro saluto
MastroPoeta
+1 # MastroPoeta 14-11-2020 07:08
Grazie per le tue parole

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