Che adducano pure che nelle vene

mi strisci una peccaminosa miscela!

Costoro non sanno che in Principio

nell’Elisio condividemmo la mela…

Mi additeranno come una volgare

tentata usurpazione, ma non hanno

notizia che per guardare le tue mani

tessere, di giorno mi apprestavo

a salpare e la notte disfacevo la vela.

O di quando trascorsi quasi tutta

la vita ad apprendere da Cèzanne

e Degas per ritrarti appropriatamente,

e di te lieta di mettere a nudo il tuo

mero spirito su ciascuna mia tela.

In quest’ultima nostra trasmigrazione

qualcosa andò storta, e mi risvegliai

nell’animo di un rapsodo, come fossi

una blatta alla mercè dell’aracnide

intrappolata nei fili di una ragnatela.

Tu fautrice di un’altra storia d’amore.

Che mi definiscano pure un mendico

sordido e vagabondo sardanapalesco!

Continuerò nell'inana ricerca di te,

in pieno giorno con accesa una candela.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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