Uggioso tempo e
pioggia a batter impetuosa
su vetri stanchi in aurea foschia ad
investir la verde fauna, oltre casuali vetri.
Vagan sorrisi inermi d'ospedale
pianti e parole, in fragili dolori e lamenti
a chi con sofferenza sosta all'ospedale.
Vocii inquietanti e campanelli in
corsie, ove il male segna anime a
sperar ed attendere qual verdetto
aleggia fra le sponde, in un numero di letto.
Sarà numero fortunato?
Oh corsia d'ospedale ove
il tempo giace e dispera.
Flusso di pensier a nudi calchi da
difender arditamente
ove la solitudine impera e spera e
vivi ricordi a scioglier nodi,
di un passato e presente ad unificar la mente.
Spazi circoncisi ad anime
congiunte da stessa sorte avvolte
ad unanime preghiere ed implorazioni
ad alternar giorni solitari,
in notti ed albe ad aprir alla sorte.
Pillole d'amor ad eruttar dai cuori.
Ospedale a guarigion di mali e
sperar ad una vita nuova,
ma non sempre si esce immuni,
la balorda morte non fa grazie.

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