Di questi miei lampi
nessuno s’accorge. I sorrisi
sono ciò che di me ammalia,
la mia gioia innamora, anche me.
Combatto e queste le mie armi,
ombrello sotto la grandine.
Arriverà, quel vento salvifico
calmerà la piena del fiume.
A mani giunte, solo questo,
nell’ora del dubbio, piegata
dalle debolezze, all’ombra
delle mie miserie, a confidare
in qualche carezza
per il tormento...
... E, fiduciosa, attendo.
Attendo che uno zefiro
si mostri alle mie acque e
forza riemerga a sostegno
di un vivere che, talvolta,
si fa un po’ triste…

Commenti
Spero che arrivi presto questo zefiro...
Un saluto da Ibla.