Strade mangiate da innumerevoli malattie
La vista che ogni mattina mi appare
Desolato e triste è il ricordo del sogno
Che ancora aleggia intorno alla mia coscienza
Corre di corsa giù per la città,
abbandonandomi,
lasciandomi solo,
prende possesso di nuove bestie.
Quella volta che lo sognai
La realtà si era putrefatta
dimenticai il nome e le origini
Ruppi incontaminate valli col mio potere
Caddi nell’estasi del dittatore
Uccidendo ogni speranza a me inutile
E, lì il sogno finì, ricordandomi
La morte imminente
Non pianificabile
Assurda e triste che ci attende
L’ultimo passo per rompere la barriera
L’ultimo sforzo per il mio orizzonte.
