Strade mangiate da innumerevoli malattie

La vista che ogni mattina mi appare

Desolato e triste è il ricordo del sogno

Che ancora aleggia intorno alla mia coscienza

Corre di corsa giù per la città,

abbandonandomi,

lasciandomi solo,

prende possesso di nuove bestie.

Quella volta che lo sognai

La realtà si era putrefatta

dimenticai il nome e le origini

Ruppi incontaminate valli col mio potere

Caddi nell’estasi del dittatore

Uccidendo ogni speranza a me inutile

E, lì il sogno finì, ricordandomi

La morte imminente

Non pianificabile

Assurda e triste che ci attende

L’ultimo passo per rompere la barriera

L’ultimo sforzo per il mio orizzonte.

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Profilo Autore: Stefano Ragazzo  

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