Il nunzio saluta il Marzo
Che scende dal monte
Tra i pertugi della speranza
Che lascia aperte le porte del perdono
Persino le profondità si commuovono
Al tuo chiaror, O dolce fieno
Il bue saluta e i pargoli suonano
Che sembra tutto così ecclatante:
Il tenue canto della primavera
Per tutta la regione confinante
Così che l'amore e la canzone vera
Lasciano un solo istante tanta ragione
All'Allegria onesta della luce mera.
