Conosco questo riparo
con la fuliggine che sa di me,
e le pareti colme di fatiche e ricordi.
Luci che non si spengono mai,
il pensiero vorrebbe fuggire,
ma resta a domandarsi come vivere ancora.
I posacenere, ormai anneriti,
si colmano di pensieri bruciati
e le finestre non permettono
all'aria nuova di entrare.
Così il tempo trattiene
questa vita tra queste mura
che non si ferma.
Una sigaretta ancora
per cercare le parole.
Ma in questo torpore mi abbandono,
perché non trovo risposte.
Poi basta una frase,
un ricordo,
e le parole prendono forma
per declinare la vita che cambia
nella confusione del reale.
