Ho amato
come l’anima sapeva,
senza misura,
con le mani aperte
verso il dolore.
Ho protetto,
senza parole,
porte, muri, promesse,
mentre il tempo
passava inesorabile
dentro di me.
Forse …
custodire
ciò che amavo
ha lasciato nell’ombra
una parte di me.
Ora le mani
sono colme e stanche,
non d’amore,
ma del peso
di tutto ciò che hanno dato,
il cuore
ricorda ancora la strada,
la indica,
la desidera,
ma il passo
rimane indietro.
Questa stanchezza
non è resa,
è il corpo
che invoca quiete,
mentre il cuore,
ostinato,
continua a battere
contro il tempo,
come se ancora
non sapesse
invecchiare.
