L’amore si veste d’armatura
che spesso non conosce misura.
Dona tempo.
Dona respiro.
Dona ciò che non possiede.

E se questo fuoco
che brucia ed arde

cessa,

nelle ceneri fredde senza calore

la sofferenza dimora.

 

Rimanere adesso
tra le polveri
è come abitare
nel tepore dell’abitudine
e nel ricordo di quella voce.

 

Andare, fuggire, volare
oltre il cielo,
dove l’unico suono è quello delle ali
che fendono l’aria,
e ancor morire.

 

Il pensiero
non conosce sentenze.

Gli anni
alzano il muro.

La stanchezza
lo rende alto,
duro,
insormontabile.

 

Ricominciare è
chiedere forza
a chi ha dato tutto
nel suo tempo.

Eppure
qualcosa rimane.
Non un’arma.
Non la voglia
di vincere.
Solo lo scudo
dell’amor proprio,
a difendere quel poco,
o tanto, di vita
che ancora ci appartiene.

Ma se un giorno
le mani potranno fermarsi,
vorrei guardarle
senza rimprovero.

Sapendo che,
non è stata la paura del silenzio
a scegliere
per me.

 

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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